Federico Aprile e Esmeraldo Baha
Fondazione Zucchelli, Bologna, 2016
È inevitabile confrontare la natura dell’uomo con le dinamiche della natura universale; è inevitabile anche provare a spiegare la natura dell’uomo senza far luce sui propri limiti ed ineluttabili disabilità.
Una delle possibilità che l’umano possiede è la forza di ribellione verso ogni forma di assopimento fisico, che equivale, in genere, a riversare fiducia nel gesto, nell’atto ancor prima che nel pensiero.
Così il segno si manifesta nella luce di un evento, un prolungamento del corpo che non può esimersi dall’accogliere nuove composizioni di pensiero.
“Perché mai si potè fare un gesto senza il corpo,
ne un pensiero avvenire senza un corpo,
e più c’è corpo più c’è pensiero,
e più c’è pensiero e meno c’è corpo […]” A.Artaud
I nostri segni testimonieranno un passato, confonderanno un presente e da questa confusione muoveranno verso infinite direzioni.








