L’intervento di Federico Aprile (1989, Suzzara) pone l’accento sull’equilibrio apparentemente instabile e personale della falegnameria, proponendone una sua interpretazione. La parte più alta dello spazio ospita oggetti ed attrezzi in precario equilibrio, appoggiati sulle travi presenti dal primo proprietario della falegnameria.
La stabilità degli oggetti è messa in dubbio dalla loro incerta disposizione, che, però, resiste. Per la sua installazione, l’artista si ispira a questi attrezzi, creando delle loro copie: ciò che cambia sono i colori con i quali Aprile dipinge le sue creazioni, che in questo caso sono fluo ed appariscenti. Essi vengono sistemati vicini agli originali, così da creare un senso di sdoppiamento: se da una parte l’artista ricrea oggetti reali, tramite la pittura li immette in una dimensione altra, che fa eco, imita, la realtà della falegnameria.