Federico Aprile
per la mostra EMERGENZA, ROCCA DEI BOIARDO, SCANDIANO, 2022
Installazione site specific

La poetica di Federico Aprile si basa sul dualismo tra “Mente e Corpo”. Per l’artista infatti, questi sono i due elementi che stanno alla base del “tutto” di cui facciamo parte. Da un lato abbiamo il reale, grave, fisico e concreto, che si scontra con l’illusione, la sfera intangibile delle idee e dell’immaginazione, virtuale e metaforica. L’incontro di questi due principi prende forma con il colore verde associato a parti strutturali e viscerali del corpo: i paesaggi anatomici di Federico Aprile sono alienanti e profondi, capaci di riflettere tutte le ambiguità dell’essere.
Oltre al verde è fondamentale il carboncino a fusaggine, materiale capace di creare atmosfere impalpabili e inaspettate. I “Temporali” sono l’evoluzione naturale di Mente e Corpo, con fulmini dati da giochi di vuoto con la fusaggine, generati dalla casualità di una forza che si scatena. Nebbia e pulviscolo ci catapultano tra lampi e fulmini, come portali virtuali in un’altra dimensione. L’opera creata e pensata per la mostra Emergenza fagocita queste poetiche e le restituisce comunicando con lo spazio d’esposizione: la Sala dell’Impiccato.
Un luogo di morte e di torture, completo di un antico “pozzo a rasoio” ricoperto e murato. Qui l’installazione di Federico Aprile prende vita per dare voce a tutte le pene passate e future inflitte, con grandi tele dai supporti deformati, soggette alla gravità che ci attira verso il centro della Terra, facendoci cadere, o morire.
Un grande corpo catramoso in alto, denso, oscuro e profondo, si scioglie in raggi di luce ricercando la redenzione, finendo comunque per conficcarsi, prima o poi, nel terreno. L’imponente opera infatti non è altro che la traduzione del dolore e delle leggi fisiche e umane che re-golano il nostro mondo.
Testo di Elettra Galeotti



